Gli attacchi di panico non fanno più paura


L’ansia è un'emozione comune come la paura, la rabbia, la tristezza e la felicità, ed ha una funzione importante in relazione alla sopravvivenza di tutti gli esseri viventi. E’ utile a proteggerci dai rischi, a mantenere lo stato di allerta, nonché a migliorare le prestazioni. Ecco perché almeno un terzo della popolazione mondiale ha avuto o potrà avere un disturbo d’ansia nel corso della propria vita, perché l’ansia è una condizione fisiologica utile in molti momenti.

L’attacco di panico, invece, è una sorta di "tranello virtuale" che accenderebbe un "sistema d'allarme" del cervello su un rischio o pericolo che nella realtà non esiste, ma è solo frutto di immaginazione. Una bugia dunque del cervello che però attiverebbe le reazioni fisiche della paura come se il pericolo esistesse realmente:  la fame d'aria, il battito cardiaco accelerato e la paura di impazzire o di morire.

Chi ha provato gli attacchi di panico li descrive come un’esperienza terribile, spesso improvvisa ed inaspettata, almeno la prima volta. In seguito, è ovvio che la paura di un nuovo attacco diventa immediatamente forte e dominante. Il singolo episodio, quindi, sfocia facilmente in un vero e proprio disturbo di panico, più per “paura della paura” che altro.

Gli attacchi di panico sono spesso preceduti da quella che viene chiamata ansia anticipatoria, uno stato di tensione anche molto intensa, al solo pensiero di potersi trovare in una situazione che si immagina susciterà ansia o panico: è l’attesa del nemico. L’ansia anticipatoria è spesso responsabile di quello che viene chiamato evitamento fobico. Quello della condotta di evitamento (come, per esempio, non uscire di casa per paura di sentirsi male fuori, evitare di rimanere da soli, evitare luoghi chiusi vissuti come trappole con difficili vie di fuga…) è uno dei maggiori problemi che si verificano nell’evoluzione del disturbo. L’evitamento sarà rivolto verso il pericolo, reale o immaginario, di non poter essere immediatamente assistito, oppure verso situazioni in cui non è possibile esercitare un continuo e completo controllo.

Per tutti questi motivi, la persona si troverà rapidamente invischiata in un tremendo circolo vizioso.

Fortunatamente, grazie agli studi ed ai passi avanti che la psicologia ha fatto negli ultimi anni, oggi gli attacchi di panico sono considerati guaribili nella grande maggioranza dei casi (quasi il 100%), senza necessariamente l’ausilio di farmaci. Una adeguata psicoterapia è, però, fondamentale. Chi pensa di poter risolvere con le sue sole forze questa situazione, finisce quasi sempre per peggiorarla, poiché il meccanismo stesso porta ad investire tutte le proprie energie in direzioni totalmente sbagliate (come quella dell’evitamento): è come cercare di dimagrire seguendo per mesi la dieta della nostra rivista preferita senza riuscirci e soprattutto senza imparare cos’è una corretta educazione alimentare. Grazie al percorso psicoterapeutico, invece, è possibile modificare il funzionamento di coloro che soffrono di questo destabilizzante disturbo, risolvendo e rielaborando tutta una serie di comportamenti non voluti a cui le persone non pensavano di potersi opporre.

Per prima cosa, quindi, occorre rivolgersi a specialisti che sapranno consigliare la strada più opportuna per uscire da questo circolo vizioso, ponendo fine una volta per tutte alla terribile paura della paura.

 








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